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Si trattava senza dubbio della razza a più larga diffusione dell'intera Italia centrale. Prende il nome della città omonima non tanto perché originaria della sola provincia marchigiana, ma perché da questa partì intorno al 1848 alla volta dell'Inghilterra, dove fu sottoposta ad un'attenta selezione morfologica volta ad ottenere animali dallo splendido piumaggio macchiettato. Fu nel 1880 che l'allevatore Mr. M. Cobb riuscì ad ottenere quanto ricercato, presentando in mostra un superbo gruppo di razza Ancona. Successivamente, nel 1910, in una mostra di Birmingham, fu presentato un nuovo ceppo di Ancona, dotato di cresta a rosa .
L'America, dove questa razza fu oggetto di appassionato allevamento, ricevette invece i primi esemplari intorno al 1888. Permangono molti dubbi sulla vera origine della razza che, pur essendo della stessa taglia della Livornese, se ne differenzia per numerosi caratteri, tra cui il temperamento più calmo e la presenza di tarsi di colore giallo variegato di nero-verdastro (descrizioni della razza relative agli anni 1890-1900 non danno menzione della picchiettatura ai tarsi, addirittura considerandola difetto poiché ottenuta dall'incrocio con polli di razza Minorca volto ad ottenere soggetti più pesanti) (Giavarini I., 1983; Pozzi G., 1961; Ghigi A., 1968,1930; Taibel A., 1926; Vecchi A., 1944; Trevisani G., 1936).
L'Ancona primitiva era presumibilmente un pollo dal mantello nero-verdastro irregolarmente macchiettato di bianco e solo grazie all'accurata selezione fatta dagli allevatori stranieri si poté ottenere un mantello picchiettato così regolarmente: osservando infatti il piumaggio da vicino, si nota che sul fondo totalmente nero brillante a riflessi verde metallico, alcune penne, ma non tutte, terminano con una macchia bianca a forma di V. Le falciformi, le timoniere e le remiganti devono invece avere tutte la punta bianca.
La cresta è semplice, diritta, con cinque denti ben sviluppati e con il lobo posteriore che segue la nuca senza toccarla; nella gallina è invece portata piegata senza coprire l'occhio; nel ceppo a cresta a rosa, invece, assume la forma di rognone, ben impiantata piuttosto anteriormente sul cranio. Gli orecchioni sono bianchi, mediamente grandi, tollerati se di colorazione crema. La pelle è gialla. Il peso del gallo è di 2,0-2,5 kg, della gallina di 1,8-2,2 kg. Le uova hanno un peso minimo di 50 g con guscio perfettamente bianco (A.A.V.V., 1996).
Da quanto si rileva da alcuni autori, soggetti superbi di questa razza erano allevati dal prof. Ricci di Valmadrera e più recentemente dall'avvocato Garagnani nella sua tenuta di Zola Predosa (BO). La scomparsa di questi allevatori, intorno alla metà del 1900, fu all'origine di un generale abbandono della razza.
Attualmente un rinnovato interesse nei confronti delle razze autoctone ha permesso una ripresa generalizzata della razza che è ben rappresentata nelle mostre avicole italiane e straniere.
Permane purtroppo però la deplorevole abitudine da parte degli appassionati della razza di acquistare riproduttori per lo più stranieri piuttosto che orientarsi sulla selezione di un vero ceppo italiano.
_________________Dobbiamo avere più coraggio di guardare la realtà, così ci farà meno paura. Alessio Z.