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Uncem Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani 
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TRUFFE E ILLUSIONISTI SULLE COMUNITA' ENERGETICHE, UNCEM: MASSIMA ATTENZIONE ALLE FREGATURE



"Massima attenzione, suggeriamo ai Comuni, alle truffe sulle Comunità energetiche. Assurde le configurazioni nazionali, che chiedono ai Comuni di aderire a CER sparse per l'Italia. Troppe situazioni che puntano a illudere i Comuni, troppe le proposte di millantatori. Abbiamo chiesto al GSE di mettere in guardia da chi invade i territori promettendo successo e risparmi. O da chi chiede tetti per fare fotovoltaico di fatto espropriando gli Enti. Le CER siano operazioni di comunità. Devono essere fatte dentro Unioni di Comuni, Unioni montane, Comunità montane, Comuni insieme e dentro strategie di Green Community per evitare di illudersi sull'energia facile e sui risparmi miracolosi. Evitiamo prese in giro. Con il Ministero dell'Ambiente e il GSE lavoriamo per evitare speculazioni e progetti facili. Tutto è complesso e Uncem lavora con GSE e Rete nazionale delle Agenzie energetiche locali per far fare bene le CER ai territori, realmente comunitarie, volte realmente a contrastare la povertà energetica".

Lo afferma Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem.

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01/03/2025, 18:22
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INTESA SAN PAOLO, UNCEM: TROPPE CHIUSURE, RIDIMENSIONAMENTI, TAGLI DI SPORTELLI. MESSINA E GLI AZIONISTI SCOPRANO COME È FATTO IL PAESE. NO ALLE SMOBILITAZIONI




"Nei quartieri generali di Intesa San Paolo, come di BPER, Unicredit, e di altre banche, eccetto le BCC, credo non sappiano bene come sia fatto il Paese. Non è una critica. Succede a molti. Li invito a scoprirlo con noi. Il CEO Messina è invitato da Uncem a un piccolo efficace tour sui territori, dalla Sila al Gran Paradiso. Si accorgerà che, dopo anni di presenza, quando San Paolo era paesi, il Paese cambia. E le sperequazioni, le disuguaglianze sono sempre di più. Anche tra città, dove gli sportelli bancari ci sono, e chiuderne alcuni non fa molta differenza tra quartieri raggiunti da tram e metro, e invece i piccoli Comuni delle valli alpine e appenniniche, il 66% dell'Italia. Il Piano di Intesa San Paolo di chiusure, tagli, accorpamenti, ridimensionamenti, come si evince da una drammatica tabella pdf, è pericoloso perché non coglie il policentrismo e le fragilità dell'Italia. È debole nei presupposti, chiudere, e nel destino. Ovvero risparmiare e razionalizzare, quando già gli utili sono piuttosto interessanti. Una banca non è solo contante e bancomat. È presenza viva per un territorio che deve rimanere per contribuire alla efficacia del tessuto sociale ed economico. Intesa eviti quel piano. Il CEO Messina blocchi dicendo che si sono sbagliati. Dica chiaramente che le banche ci sono per contribuire insieme al sistema pubblico, alle imprese, alle datoriali, a tutte le associazioni, al terzo settore, alle scuole, alle parrocchie, cosa diventano i territori rurali e montani. Messina costruisca una narrazione diversa per la sua grande banca. Avrà anche più utili, se rimane sui territori".

Lo afferma Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem.

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07/03/2025, 18:12
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AL CEO
DI INTESA SAN PAOLO
CARLO MESSINA

AL PRESIDENTE
DI INTESA SAN PAOLO
GIOVANNI MARIA GROS-PIETRO

AL PRESIDENTE
DI UNICREDIT
PIETRO CARLO PADOAN

AL CEO
DI UNICREDIT
ANDREA ORCEL


e p.c.

AL GOVERNATORE DELLA BANCA D'ITALIA
FABIO PANETTA

AL PRESIDENTE DI ABI
ANTONIO PATUELLI





Ill.mi,

l'Italia è il Paese nel quale ciascuno di Voi lavora e opera con le Società che guida, Paese nel quale siamo tutti e tutte impegnati nel contrastare sperequazioni, disuguaglianze, favorendo coesione, nuovo sviluppo, crescita inclusiva. Vorremmo fosse realmente così. Limitare povertà, dare opportunità a chi ha meno, consentire che chi vive e lavora in aree geografiche dove i dati economici sono più fragili, abbia opportunità e capacità di scelta. Il "diritto all'opzione" lo chiamano i sociologi (diverso da quello dei soci sulle azioni, che ben conoscete), la possibilità di restare nel Mezzogiorno come nelle aree rurali, montane e interne, perché vi è un sistema pubblico che d'intesa con le grandi e piccole imprese private - insieme - portano investimenti e favoriscono quelle comunità. Evitare in sostanza che aumentino le fratture e le faglie. Un sistema liberale è quello che vede le banche da secoli protagoniste non solo nel garantire risparmio e flussi finanziari adeguati e regolati, ma anche di contribuire alla crescita e alla giustizia. Valori che ci appartengono, che condividiamo.

Dove c'è credito, dove c'è risparmio, ci sono investimenti, lavoro, progresso, sviluppo, innovazione. Dove vi sono servizi, vi sono opportunità, fiducia, visione, futuro. Anche questi valori li condividiamo. È vero? Perché se non fosse vero, se questi valori non sono più Vostri valori, allora si spiegherebbe efficacemente la continua smobilitazione delle banche che a fronte degli enormi utili, se ne vanno dalle realtà più fragili. Dove vi sono meno utenti, meno clienti, meno prodotti, meno scelte, meno opportunità. Esercitano quel "diritto all'opzione" scegliendo la seconda: andarsene. Chiudere. Restare nei quartieri urbani dove vi sono grattacieli e innovazione continua, lasciare invece le periferie e i centri minori dove si fa più fatica. Poco importa dei distretti, della manifattura che ha lunga storia, degli imprenditori che stanno facendo di tutto per resistere. Vi interessano ancora? Quei valori, nei quali i nostri Sindaci, le nostre comunità, i nostri concittadini, i nostri clienti credono, sembrano da Voi traditi dall'andarvene. Tanto gli utili e i fatturati ci sono lo stesso, probabilmente dicono board e cda, alti dirigenti e advisor. Sono numeri sempre più alti, gli utili impressionanti, mentre le imprese e le comunità stesse affrontano la crisi demografica ed ecologica - come scrive la Laudato Si di Papa Francesco che tutti e tutte incoraggiamo nella testimonianza della sofferenza vissuta non per caso - faticano di più. Unicredit e Intesa San Paolo, le due più grandi del Paese, hanno scelto, negli ultimi cinque anni, poco a poco, di andar via. Non così le BCC, le Casse di Risparmio. Resistono, restano, ritornano, vanno dove le grandi sono andate via. Gli ultimi dati, nelle tabelle delle chiusure di Intesa San Paolo, sono spaventosi. Preoccupa ciascuno di noi il tradimento dei valori che avevamo immaginato, forse sbagliando, di condividere. Opportunità, fiducia, visione, futuro... e altri. Messi anche in tanti Vostri spot e promozioni. Tutti a poco a poco sono venuti meno, se guardiamo alle chiusure e agli abbandoni dei territori.

Ora, sappiamo tutti benissimo tutto: l'home banking, le operazioni e i bonifici on line, in banca non si entra più, e sappiamo anche che "le banche non sono più quelle di una volta" e che "il Direttore non è più lì a prendere 50 caffè al giorno con i clienti che devono prelevare contanti o fare un mutuo per la casa". Fuori da ogni retorica, se anche tutto questo è vero, è bene che le grandi e le piccole banche che chiudono, insieme con ABI e chi le rappresenta, siano consapevoli che ogni taglio e ogni chiusura - di una banca in un Comune - fa male al tessuto sociale ed economico. I dati e gli studi li avete e non li richiamo qui. Sapete tutto anche rispetto ai tagli. Quali effetti hanno sugli utenti - che forse non riusciranno a cambiare banca, dopo il vostro andare - e quali sui vostri conti. Un miliardo di euro per Voi sono poco. Se anche una filiale costasse 1 milione di euro l'anno, tenerne mille Vi costerebbe 1 miliardo l'anno, appunto. O diteci Voi quanto. Ma quel Vostro investimento sarebbe un segnale per dire "ci siamo", "i valori sono ancora nostri e vostri", "l'indebolimento del territorio noi lo contrastiamo". E anche: "pensiamo insieme a cosa sarà il Paese tra 30 o 50 anni, in una Europa meno schizofrenica di oggi". Pensiamo al futuro del Paese ripensando insieme i servizi. Ecco cosa non avete fatto: questo "pensare al futuro". Decidere di chiudere - e lo diciamo senza essere infantili o affogarci nei luoghi comuni - è banale scelta che vi mette nel passato, fuori dall'Italia che verrà. E se anche vi importa poco di quei 25 milioni di italiani che vivono fuori dalle cento Città (dove abbandonate le periferie), del loro risparmio e dei loro mutui, Vi facciamo come Uncem sommessamente notare che state tradendo valori che andate a raccontare nei Vostri claim, che hanno fatto la storia di San Paolo, di Intesa, di CRT, e pure di Vostre Fondazioni. I Sindaci hanno fiducia in Voi perché credono molto nelle Fondazioni. Ecco perché pensare al territorio di domani insieme, con più servizi, deve essere centrale per Voi.

E se anche dopo questa lettera farete niente, noi di Uncem con tutti i Sindaci e le Sindache Vi diciamo che cinque minuti di riflessione per evitare queste e altre chiusure fareste bene a usarli.

Cordialmente,


Marco Bussone
Presidente nazionale Uncem
Unione nazionale Comuni Comunità Enti montani

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10/03/2025, 21:42
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CHIUSURA DELLE BANCHE SUI TERRITORI: URGENTI RISPOSTE DAGLI ISTITUTI DI CREDITO E IL BLOCCO DEI PIANI DI "RIORGANIZZAZIONE"

UNCEM attende dagli Istituti di Credito e da ABI delle risposte in merito ai piani di "riorganizzazione" e chiusura degli sportelli, rispetto i quali il Presidente Marco Bussone ha chiesto uno stop e un dialogo più efficace con i Sindaci e le comunità locali. Al momento, sulle chiusure previste gli Enti locali hanno chiesto spiegazioni ai Vertici locali e nazionali delle banche. Pochissime le aperture e le riflessioni da parte dei Gruppi bancari.

Uncem ribadisce che le banche devono fermare ogni chiusura. Alcuni Parlamentari e anche Consiglieri regionali hanno mosso istanze con interrogazioni e dichiarazioni pubbliche, ammonendo gli Istituti che vogliono eliminare i presidi territoriali, chiedendo un passo indietro.

Uncem è con i Sindaci e con i Sindacati nel ribadire il NO all'eliminazione di servizi bancari dai territori, in particolare nei piccoli Comuni. Molti Sindaci hanno già previsto mobilitazioni in piazza con i Cittadini e accanto a loro come Uncem azioneremo ogni opportunità istituzionale per evidenziare la contrarietà alla chiusura degli sportelli bancari, finalizzata solo a indebolire i tessuti sociali ed economici nelle aree montane e interne del Paese.

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17/03/2025, 20:02
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UNCEM IN PIAZZA CONTRO LA CHIUSURA DELLE BANCHE, MARTEDI 25 MARZO


Dopo aver annunciato il sostegno al Comune di Frontone nella battaglia contro la chiusura della filiale di Intesa Sanpaolo, Uncem scende in piazza. Come a Monticello d'Alba due anni fa e nel 2024 a Bobbio Pellice. La chiusura della filiale Intesa Sanpaolo a Frontone non è solo l'ennesima decisione aziendale che penalizza le aree montane, ma un segnale allarmante di una più ampia tendenza all'abbandono dei territori interni da parte dei grandi istituti di credito. Uncem Marche e Uncem nazionale, dopo aver denunciato pubblicamente questa scelta, passa ora all'azione: martedì 25 marzo, alle ore 11, in Piazza del Municipio a Frontone (PU), insieme all'Unione Montana Catria Nerone e all'amministrazione comunale, manifesterà per difendere il diritto della comunità locale ad avere accesso a servizi essenziali. Sarà presente, con tutti i Sindaci, il Presidente nazionale Uncem Marco Bussone.

"Non ci siamo limitati a denunciare l'ingiustizia della chiusura dello sportello bancario: ora siamo sul campo, con i cittadini, per far sentire la nostra voce" - dichiara Giuseppe Amici, Presidente di Uncem Marche. "Questa non è solamente una battaglia simbolica, ma una necessità concreta per il futuro delle aree interne. L'assenza di una banca rappresenta un colpo durissimo per imprese, famiglie e anziani, mettendo a rischio la tenuta sociale ed economica del territorio. Rinnovo l'appello ad ANCI Marche affinché si unisca s questa iniziativa che non riguarda solo Frontone, ma tutte le aree montane e interne che rischiano di essere progressivamente private di servizi essenziali".

"La nostra presenza a Frontone martedì 25 marzo dimostra che non ci fermiamo alla protesta scritta: pretendiamo risposte e soluzioni - aggiunge Giancarlo Sagramola, Vicepresidente di Uncem Marche - l'atteggiamento di Intesa è miope e ignora il valore della presenza di servizi bancari nelle zone montane e il ruolo strategico che una banca dovrebbe avere nel sostenere il tessuto economico locale".

Il sindaco di Frontone, Daniele Tagnani, non usa mezzi termini: "Stiamo assistendo all'ennesima decisione calata dall'alto, presa senza un confronto con il territorio. Questa non è una semplice razionalizzazione, è un segnale di disinteresse nei confronti di comunità che, al contrario, avrebbero bisogno di maggiore attenzione e investimenti. Chiediamo ai cittadini, alle imprese e alle associazioni di partecipare alla manifestazione per dimostrare che non accettiamo passivamente questa scelta. Se permettiamo che un servizio essenziale venga cancellato oggi, quale sarà il prossimo a scomparire?".

La mobilitazione di martedì 25 marzo sarà un'occasione per ribadire che i territori non possono essere lasciati indietro e che la responsabilità sociale di un grande istituto bancario non può essere subordinata esclusivamente alla logica del profitto. La difesa dei territori non è solo una questione locale, ma una battaglia per garantire a tutti i cittadini pari dignità e opportunità. È il momento di dimostrare con i fatti che le comunità montane non si arrendono. "E faremo fare retromarcia alle banche - precisa Bussone - come avvenuto in altri territori. Hanno miliardi e miliardi di utili ogni anno, assurdamente scelgono di chiudere gli sportelli. E poi, nell'imbarazzo, scelgono di tornare. Perché i clienti spostano i conti correnti. Così le banche che se ne vanno, che sbattono la porta in faccia ai territori, capiscono la follia della scelta. E tornano indietro. A Frontone, spiegheremo alle banche che restare è un segno di civiltà. E diremo NO alle assurde proposte di usare i servizi bancari che loro attivano nei tabaccai o nelle edicole. Ennesima follia che la politica e le Istituzioni devono contrastare. Non ci facciamo prendere in giro da chi i territori proprio non li conosce. Sindaci e cittadini in piazza. Per spiegare alle banche come è fatta l'Italia".

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23/03/2025, 13:11
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UNCEM IN PIAZZA CONTRO LA CHIUSURA DELLE BANCHE, MARTEDI 25 MARZO


Dopo aver annunciato il sostegno al Comune di Frontone nella battaglia contro la chiusura della filiale di Intesa Sanpaolo, Uncem scende in piazza. Come a Monticello d'Alba due anni fa e nel 2024 a Bobbio Pellice. La chiusura della filiale Intesa Sanpaolo a Frontone non è solo l'ennesima decisione aziendale che penalizza le aree montane, ma un segnale allarmante di una più ampia tendenza all'abbandono dei territori interni da parte dei grandi istituti di credito. Uncem Marche e Uncem nazionale, dopo aver denunciato pubblicamente questa scelta, passa ora all'azione: martedì 25 marzo, alle ore 11, in Piazza del Municipio a Frontone (PU), insieme all'Unione Montana Catria Nerone e all'amministrazione comunale, manifesterà per difendere il diritto della comunità locale ad avere accesso a servizi essenziali. Sarà presente, con tutti i Sindaci, il Presidente nazionale Uncem Marco Bussone.

"Non ci siamo limitati a denunciare l'ingiustizia della chiusura dello sportello bancario: ora siamo sul campo, con i cittadini, per far sentire la nostra voce" - dichiara Giuseppe Amici, Presidente di Uncem Marche. "Questa non è solamente una battaglia simbolica, ma una necessità concreta per il futuro delle aree interne. L'assenza di una banca rappresenta un colpo durissimo per imprese, famiglie e anziani, mettendo a rischio la tenuta sociale ed economica del territorio. Rinnovo l'appello ad ANCI Marche affinché si unisca s questa iniziativa che non riguarda solo Frontone, ma tutte le aree montane e interne che rischiano di essere progressivamente private di servizi essenziali".

"La nostra presenza a Frontone martedì 25 marzo dimostra che non ci fermiamo alla protesta scritta: pretendiamo risposte e soluzioni - aggiunge Giancarlo Sagramola, Vicepresidente di Uncem Marche - l'atteggiamento di Intesa è miope e ignora il valore della presenza di servizi bancari nelle zone montane e il ruolo strategico che una banca dovrebbe avere nel sostenere il tessuto economico locale".

Il sindaco di Frontone, Daniele Tagnani, non usa mezzi termini: "Stiamo assistendo all'ennesima decisione calata dall'alto, presa senza un confronto con il territorio. Questa non è una semplice razionalizzazione, è un segnale di disinteresse nei confronti di comunità che, al contrario, avrebbero bisogno di maggiore attenzione e investimenti. Chiediamo ai cittadini, alle imprese e alle associazioni di partecipare alla manifestazione per dimostrare che non accettiamo passivamente questa scelta. Se permettiamo che un servizio essenziale venga cancellato oggi, quale sarà il prossimo a scomparire?".

La mobilitazione di martedì 25 marzo sarà un'occasione per ribadire che i territori non possono essere lasciati indietro e che la responsabilità sociale di un grande istituto bancario non può essere subordinata esclusivamente alla logica del profitto. La difesa dei territori non è solo una questione locale, ma una battaglia per garantire a tutti i cittadini pari dignità e opportunità. È il momento di dimostrare con i fatti che le comunità montane non si arrendono. "E faremo fare retromarcia alle banche - precisa Bussone - come avvenuto in altri territori. Hanno miliardi e miliardi di utili ogni anno, assurdamente scelgono di chiudere gli sportelli. E poi, nell'imbarazzo, scelgono di tornare. Perché i clienti spostano i conti correnti. Così le banche che se ne vanno, che sbattono la porta in faccia ai territori, capiscono la follia della scelta. E tornano indietro. A Frontone, spiegheremo alle banche che restare è un segno di civiltà. E diremo NO alle assurde proposte di usare i servizi bancari che loro attivano nei tabaccai o nelle edicole. Ennesima follia che la politica e le Istituzioni devono contrastare. Non ci facciamo prendere in giro da chi i territori proprio non li conosce. Sindaci e cittadini in piazza. Per spiegare alle banche come è fatta l'Italia".

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24/03/2025, 10:15
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DECRETO PA, UNCEM PROPONE EMENDAMENTI PER DARE A COMUNI VICESEGRETARIO E RIORGANIZZARE SEGRETARI COMUNALI IN TUTTI GLI ENTI LOCALI



Far fronte alla mancanza di Segretari comunali, ed evitare che un singolo Segretario abbia fino a dieci, quindici, venti Comuni come in molte realtà del Piemonte, della Lombardia, e pure del Mezzogiorno. Uncem ha presentato ai Parlamentari e al Governo una serie di emendamenti al Decreto PA in conversione alle Camere, per rivedere il ruolo dei Segretari, in attesa della riscrittura del Testo unico degli Enti locali. "Con la Sottosegretaria Wanda Ferro, al Viminale abbiamo più volte rilevato che abbiamo bisogno di un ripensamento profondo dei livelli istituzionali e anche delle Dirigenze e dei Segretari - evidenzia Marco Bussone, Presidente Uncem - Il Decreto PA deve aprire strade utili. I recenti corsi-concorsi per Segretari, lunghissimi nelle gestioni, COA6 e COA7 possono solo in parte supplire alla mancanza di figure apicali nei Comuni. E comunque occorre intervenire, secondo Uncem, per consentire l'uso di vicesegretari, attingendoli dalle piante organiche degli Enti tra i laureati in materie economico-giuridiche, come si è potuto fare fino alla fine del 2024. Non vi è stata proroga e questa è una prima necessità che esprimiamo negli emendamenti. Così come è necessario avere Segretari nelle Unioni di Comuni e nelle Unioni montane che siano pagati e che lavorino, avendo come centro le Unioni, per tutti i Comuni che ne fanno parte, evitando corse e ricerche dei Sindaci di Segretari tra gli Enti anche a venti, trenta chilometri di distanza. Il Ministro Zangrillo ha approntato tre anni fa un provvedimento per sostenere i Comuni nel pagamento dei Segretari. È positivo, ma senza un ripensamento della figura, si rischia di rimanere a un punto zero, che non risolve le problematiche dei Sindaci. Con il Viminale e il Sottosegretario Ferro agiremo per sostenere i Comuni e dare un volto nuovo ai Segretari, veri manager della PA".

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28/03/2025, 16:36
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CONTRO LA CHIUSURA DELLE BANCHE: UNCEM LANCIA UN ORDINE DEL GIORNO DA VARARE IN TUTTI I COMUNI E TUTTI GLI ENTI

Contro la chiusura delle banche, Uncem ha trasmesso a tutti i Comuni e a tutti gli Enti montani - Comunità montane e Unioni montane italiane - un ordine del giorno da varare in Consiglio o in Giunta. Una presa di posizione politica che impegna Governo, Parlamento, Regioni a intervenire. Come peraltro molti hanno fatto e stanno facendo con interventi in Parlamento e nei Consigli regionali sostenendo Comuni e comunità locali che si oppongono alle chiusure. Uncem, con il Presidente Marco Bussone, dopo la mobilitazione a Frontone, nelle Marche, scenderà in piazza in altri territori. E chiede anche ai Comuni che non hanno banche, che non hanno chiusure, di approvare nei prossimi giorni l'ordine del giorno. "L'azione politica con un atto è decisivo - evidenzia Bussone - Apprezzo molto che Parlamentari ed esponenti politici di diversi partiti e schieramenti stiano intervenendo. È importante. Salvaguardiamo servizi, da quelli bancari alle scuole. Tutti devono agire. Un ordine del giorno è un atto politico-istituzionale che i Comuni approvano per opporsi a prese in giro e smobilitazioni".

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UNCEM RINNOVA IL PATTO CON UNIPANCREAS: ALLA CAMERA DEI DEPUTATI, NUOVE SOLUZIONI PER LA PREVENZIONE ANCHE PER CHI VIVE NEI COMUNI MONTANI



Uncem e Unipancreas rinnovano l'accordo sottoscritto nel 2019, per nuovi modelli di prevenzione e diagnosi di tumori e altre malattie complesse, sui territori, nelle aree montane. L'occasione è stata la presentazione, alla Camera dei Deputati, della nuova app per il monitoraggio dei pazienti e la prevenzione, alla presenza delle Deputate Vanessa Cattoi e Maddalena Morgange. Unipancreas, con sede a Verona, guidata dal professor Giovanni Butturini e dalla dottoressa Erica Pizzocaro, offre supporto in tutte le regioni italiane a chi si trova a dover affrontare le problematiche connesse con il tumore al pancreas e condivide informazioni per creare una cultura preventiva, favorendo l'incontro tra paziente e famigliari con i medici specialisti. "Insieme, Uncem e Unipancreas possiamo consentire che le comunità che risiedono nelle zone montane possano usufruire di servizi sanitari efficienti e facilmente accessibili, a partire dalla presenza dell'ambulatorio del medico di medicina generale e della farmacia - spiega Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem - I Sindaci sono responsabili della salute pubblica e vogliono essere protagonisti e formati. Abbiamo la necessità di avere nel Paese importanti centri ospedalieri avanzati e specializzati per la diagnosi e la cura delle persone, avvicinandoli in modo nuovo alla popolazione sia quella residente nelle aree urbane sia residente nelle zone interne e rurali del Paese, con incontri ad hoc sui territori, progetti per il trasporto dei pazienti, attività nelle scuole e con la terza età, anche grazie a moderne tecnologie, alla telemedicina e alla teleassistenza, grazie a infrastrutture quali la banda ultralarga e il 5G. La nuova app e tutte le soluzioni studiate da Unipancreas vanno nella giusta direzione. Ringrazio il prof. Butturini per la volontà di coinvolgere i Comuni montani, rurali, nell'azione di prevenzione e supporto alle patologie complesse, evitando frammentazioni, disuguaglianze, fragilità. I Sindaci ci stanno e sono con Unipancreas come con le Associazioni dei pazienti. Il 'nastro viola' è anche per noi".

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