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UNCAI- Unione Naz. Contoterzisti Agromeccanici e Industriali 
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Dall’Assemblea APIMA UNCAI Cremona innovazione e sfide per l’agricoltura
Dai vincoli della direttiva nitrati alla creazione dell’albo degli agromeccanici, fino alla nuova era dell’industria 5.0
Cremona, 18 febbraio 2025 – Durante l'assemblea generale dell'Associazione Provinciale Imprese di Meccanizzazione Agricola (APIMA) Cremona, si sono affrontati temi cruciali come la direttiva nitrati, l'albo degli agromeccanici e l’industria 5.0. L'evento ha visto la partecipazione di circa 150 imprenditori agricoli e agromeccanici del territorio.
"Dopo un anno piovoso come il 2024, con l'avvicinarsi dell'autunno/inverno è nata la problematica dello spandimento dei reflui, soggetta al blocco imposto dall'Europa e alle aperture programmate del bollettino nitrati, che non ha potuto tenere minimamente conto dei ritardi causati dalle intemperie. È un problema che si trascina da molti anni", ha esordito il presidente di Apima Cremona Clevio Demicheli rivolgendosi all'assessore all'agricoltura della Lombardia Alessandro Beduschi, presente in video e diretto a Roma al Ministero per affrontare la questione nitrati. "Stiamo portando all'attenzione del ministro Lollobrigida le preoccupazioni del settore primario. La gestione dei reflui zootecnici è complessa", ha puntualizzato l'assessore, spiegando come la Lombardia sia tuttavia più avanti di quanto creda l'Europa per quanto riguarda l'interramento dei reflui, la copertura delle vasche di stoccaggio, l'uso di inibitori e l'impiego del digestato come ammendante e fertilizzante.
Il professore Gilmo Vianello, vicepresidente dell'Accademia Nazionale di Agricoltura, ha trattato i temi delle variazioni climatiche in atto, puntualizzando l'inganno che sottostà alla parola "cambiamenti". Da grande esperto del suolo, ha parlato di fertilità e dei benefici della zootecnia per concludere che oggi la vera emergenza è la gestione delle acque, incompatibile con i principi ambientalisti che ispirano la direttiva UE sul "ripristino natura".
"Per ricostruire il rapporto tra produttori e consumatori, è necessaria una comunicazione veritiera, giornalisti specializzati e l'istituzione di un albo nazionale degli agromeccanici", ha aggiunto il presidente di UNCAI Aproniano Tassinari, introducendo l'intervento video dell'onorevole Davide Bergamini, primo firmatario ed estensore di una proposta di legge che intende istituire un albo professionale "per chi svolge l'attività agromeccanica in forma prevalente", ha specificato il direttore di APIMA Cremona Fabrizio Canesi. "Agromeccanici professionali potrebbero certificare la qualità del lavoro svolto nei campi: una garanzia per il consumatore ma anche per l'agricoltore", ha aggiunto Donato Rossi di Confagricoltura. "Gli agromeccanici sono pronti ai cambiamenti e alle mutevolezze con le loro capacità e professionalità nel saper cogliere l'innovazione 4.0 e 5.0, tramutarla in buone pratiche e travasarla sul territorio, non a macchia di leopardo, ma in modo diffuso".
Non si pretende che sia la panacea dell'agricoltura italiana, ma dall'Albo degli agromeccanici possono scaturire molteplici benefici. "Un lavoro qualificato può agevolare il ricambio generazionale, necessario per far partire qualsiasi rinnovamento in agricoltura. Con un albo è più facile far passare ai giovani il messaggio che l'agricoltura è un settore in fermento, aperto alle nuove tecnologie e a soluzioni innovative", ha concluso il vicepresidente di Libera Lorenzo Severgnini. “Tuttavia, senza interventi risolutivi che garantiscano reddito e stabilità agli agricoltori, si rischia di perdere giovani talenti che cercano migliori opportunità altrove”.

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18/02/2025, 18:22
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Da Lodi a Sondrio, Oldani riconfermato presidente Apima
Il Consiglio d’Amministrazione dell’associazione che unisce le imprese agromeccaniche di sette province lombarde ha confermato Giuliano Oldani come presidente. Innovazione e sinergia al centro
MILANO, 19 febbraio 2025 – Il Consigliere Uncai Giuliano Oldani è stato confermato alla guida dell’Associazione Provinciale Imprese di Meccanizzazione Agricola (Apima) di Milano, Lodi, Como, Varese, ampliata ora alle province di Lecco, Sondrio e Monza Brianza. Per Oldani, questo è il quarto mandato consecutivo, che diventano sette considerando il periodo dal 1993 al 2000, quando guidò la gloriosa Cooperativa Trebbiatori di Milano, poi confluita in Apima. Vicepresidente è stato confermato Renato Bellaviti.
“La fiducia accordatami mi stimola a continuare il percorso di rinnovamento sindacale che ha come obiettivo l’accompagnamento delle aziende verso l’innovazione tecnologica e organizzativa. Proporremo momenti di formazione affinché il cambiamento in atto siano gestiti e non subiti”, afferma il presidente Oldani. Egli sottolinea anche il lavoro avviato per l’istituzione di un albo nazionale degli agromeccanici, dopo quelli di Lombardia ed Emilia-Romagna: “Un percorso impegnativo, che ogni giorno ci richiede sinergie e la capacità di procedere tutti nella stessa direzione, vale a dire valorizzare chi fa dell’attività agromeccanica la propria principale occupazione, ponendo al primo posto la soddisfazione del cliente”.
Sinergie tra i diversi attori della filiera agroindustriale, ma anche tra le imprese agromeccaniche: “Con l’allargamento alle province di Sondrio, Lecco e Monza Brianza, l’associazione si impegna non solo ad accogliere nuovi soci, ma anche a offrire servizi specifici per le nuove realtà territoriali”. Obiettivo è quello di diffondere la cultura imprenditoriale nel rispetto reciproco: “Promuoveremo reti di imprese per superare insieme le difficoltà e offrire servizi sempre più professionali, aggregati e aggiornati agli agricoltori e agli enti pubblici, ampliando il tempo d’uso delle macchine agricole”.
In un contesto competitivo che richiede sempre più innovazione tecnologica, conoscenze specifiche e professionalità, l’attività dei contoterzisti diventa strategica per la crescita e lo sviluppo dell’azienda agricola così come per la gestione e manutenzione del territorio. “Abbiamo valori e interessi convergenti con gli agricoltori, per questo è fondamentale procedere insieme sui grandi temi connessi allo sviluppo dell’agricoltura e alla salvaguardia del territorio: dalla salute del suolo alla gestione delle acque, dalle Tecniche di Evoluzione Assistita alle agroenergie e al carbon farming, per crescere insieme, in termini dimensionali, economici e finanziari”.

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19/02/2025, 15:09
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COMUNICATO STAMPA
Agricoltura e agromeccanici: un futuro sempre più tecnologico e sostenibile
Al Forum Uncai 2025 innovazione e sostenibilità: il futuro dell'agricoltura italiana in un Albo (degli agromeccanici)
VERONA, 21 febbraio 2025 – Il forum Uncai 2025, dal titolo “Contoterzisti, pionieri del cambiamento”, ospitato dal Gruppo Dalla Vecchia nella nuova filiale di Sona (Verona), segna la svolta di una categoria che non vuole più lavorare nell’ombra. “L’agricoltore è il datore di lavoro dell’agromeccanico, oggi gli chiede di mettere in campo conoscenze nuove, interconnesse con il mondo digitale e con la responsabilità ambientale”, ha detto Aproniano Tassinari, presidente di Uncai, riassumendo il tema dell’incontro.
Si è trattato di un viaggio al centro del rinnovamento agricolo. Dopo i saluti del padrone di casa, Fabrizio Dalla Vecchia e della presidente di ConfaVerona Valeria Moratello, ha preso la parola l’eurodeputato Flavio Tosi ha portato testimonianza dei cambiamenti in atto in Europa: come membro della Commissione Ambiente, il suo lavoro mira a rendere sostenibile per le aziende il Green Deal europeo e a vigilare sull’applicazione del principio di reciprocità circa le restrizioni nell’uso degli agrofarmaci per i prodotti agroalimentari importati in Europa.
L’Albo degli agromeccanici: una necessità in evoluzione. Il tema dell’Albo è stato affrontato dall’onorevole Davide Bergamini, primo firmatario della proposta di legge: “La proposta sta arrivando in Commissione Bilancio per le necessarie coperture. Parliamo però di cifre irrisorie e supereremo anche questo passaggio. L’agricoltura sta attraversando un brusco cambiamento, e gli agromeccanici possono essere gli interpreti di questa agricoltura moderna e rispettosa dell’ambiente, investendo in conoscenze e tecnologie, oltre a rendere il settore agricolo stimolante per i giovani”.
Il presidente di Uncai ha aggiunto: “L’Albo non può tradursi in un mero elenco o in un titolo. Nasce dall’esigenza concreta degli agricoltori di avere un interlocutore professionale, che possa certificare la qualità delle operazioni eseguite in campo”.
Il forum ha visto anche gli interventi dell’onorevole Paola Boscaini, della Commissione Trasporti alla Camera dei deputati, determinata a interessarsi della spropositata tassa per l’usura stradale (anche 3000 euro per ciascun mezzo) che grava sui mezzi agricoli eccezionali, nonostante compiano percorsi brevi e solo per alcuni periodi dell’anno. Di circolazione e sicurezza stradale hanno parlato anche Lorenzo Iuliano di Federunacoma e il Sovrintendente Capo della Polizia di Stato Nicola De Caprio.
Il consigliere regionale del Veneto, Alberto Bozza, ha sottolineato l’importanza per la politica di ascoltare le istanze e i problemi provenienti dal territorio, menzionando anche l’Albo degli agromeccanici., mentre Donato Rossi di Confagricoltura, a fine incontro, ha presentato la partnership tra Uncai e Confagricoltura, raccontando dei suoi viaggi in tutta Italia per diffondere il messaggio dell'energia che insieme agricoltori e contoterzisti possono esprimere. Nelle sue esperienze ha incontrato diverse realtà agricole e un “partenariato tra Uncai e Confagricoltura in forte ascesa, presto con nuove espressioni territoriali da Nord a Sud”.
Infine a Francesco Zazzetta e Guido Fastellini (CNH/New Holland), Stefania Trenchi (Green Solution) e Dario Bartesaghi (Mechanical Lin Solutions) il compito di mettere sotto i riflettori “l’impero delle macchine agricole” interconnesse e rispettose dell’ambiente.

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21/02/2025, 17:50
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Nuovi ruoli strategici per l'On. Bergamini
Il presidente Tassinari esprime fiducia nella capacità dell’Onorevole Davide Bergamini di affrontare le sfide della transizione demografica
ROMA, 28 febbraio 2025 – “Scopro con piacere che l’Onorevole Davide Bergamini, membro della Commissione Agricoltura alla Camera, primo firmatario della proposta di legge per l’albo degli agromeccanici e ferrarese come me, ha recentemente ottenuto due importanti incarichi”, afferma il presidente dell’Unione Nazionale Contoterzisti (Uncai), Aproniano Tassinari.
Il riferimento è ai ruoli di Commissario a Bologna per il suo partito, con l’obiettivo di rafforzare i legami con il territorio, e, in particolare, di Segretario della Commissione Parlamentare di Inchiesta sugli effetti economici e sociali della transizione demografica. “Un tema di enorme importanza per il futuro del Paese: Uncai e gli agromeccanici sono pronti a collaborare per affrontare la transizione demografica nelle aree rurali, in modo da evitare un impoverimento delle strutture e delle opportunità". La Commissione di inchiesta, insediata lo scorso 11 febbraio, è presieduta dall'On. Elena Bonetti, con gli Onorevoli Enrica Alfano e Giuseppe Castiglione come Vicepresidenti, e l'On. Fabio Porta come Segretario insieme all'On. Bergamini.
La demografia racconta la storia delle nostre vite. Ci dice quanti anni abbiamo la probabilità di vivere, quanti bambini potremmo avere e dove e come potremmo trascorrere la nostra vita. “I cambiamenti demografici esercitano un forte impatto su tutti noi. Bergamini ha sempre dimostrato apertura al confronto e, in entrambi i ruoli che gli sono stati assegnati, siamo sicuri che otterrà risultati concreti”, aggiunge Tassinari.
Le zone rurali sono da sempre le più colpite dal calo demografico, la conta dei nuovi nati lo certifica insieme all’esodo costante verso le città. “Dalla Commissione ci auguriamo arrivino risposte utili e chiare per affrontare questa sfida”, dice Tassinari.
La transizione demografica è un tema vasto e richiede strumenti che visualizzino, monitorino e anticipino le evoluzioni: “La sfida è quella di zone rurali più forti, connesse, prospere ed emancipate”. Un vivace arazzo di vita e paesaggi che deve essere messo nelle condizioni migliori per fornire cibo, case, posti di lavoro, soprattutto qualificati grazie all’albo degli agromeccanici, sicurezza e benessere psicologico e fisico. “Uncai e gli imprenditori agromeccanici sono pronti a collaborare attraverso reti di imprese e di talenti, investimenti sul territorio, ripristino dei paesaggi, compresi quelli culturali, e servizi innovativi per proteggere gli ecosistemi”, conclude Tassinari. “L’obiettivo? Rendere attraente la vita in campagna”.

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28/02/2025, 18:18
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Ottant'anni di tradizione e innovazione
Unione Trebbiatori di Cuneo in prima linea con la Regione e Uncai per la creazione dell'Albo degli Agromeccanici
Fossano, 5 marzo 2025 - L’Unione Trebbiatori di Cuneo, la più importante associazione di agromeccanici del Piemonte, celebra quest’anno il suo ottantesimo anniversario. Sebbene non sia la più grande in termini di numero di soci, la sua rilevanza nel settore è indiscutibile.
A Fossano, durante l’annuale assemblea dei soci, il direttore Stefano Isoardi ha sottolineato l’importanza dell’associazione: “Il dato emerge con chiarezza dalla quantità di gasolio agricolo assegnato ai nostri soci, pari al 20% del totale regionale. Ciò significa che circa il 20% delle superfici agricole del Piemonte sono lavorate da un socio dell’Unione di Cuneo, e che le nostre aziende agromeccaniche sono di dimensioni doppie rispetto a quelle del resto della regione. E parliamo di agromeccanici veri, coloro che fanno dell’attività conto terzi la loro principale occupazione”.
La solidità di un’associazione si misura dai suoi anniversari e dagli obiettivi che ha raggiunto e continua a porsi. Il presidente Fabrizio Gastinelli ha tracciato un bilancio tra passato, presente e futuro, menzionando tutti i presidenti che hanno guidato l’Unione Trebbiatori: “Le motivazioni che, 80 anni fa, spinsero a creare la nostra associazione sono ancora attuali, segno che il mondo agromeccanico necessita costantemente di una sua rappresentanza autentica. L’associazione nasce per aiutare i contoterzisti a proporsi agli agricoltori con servizi e conoscenze professionali, attraverso le tecniche e le tecnologie migliori. Allora come oggi, si proponevano tariffe di riferimento per le diverse lavorazioni agromeccaniche. L’associazione non ha mai spesso di fornire servizi tecnici e fiscali ai propri soci. Inoltre, già allora si parlava di gruppi d’acquisto, per ottenere condizioni di favore dai fornitori”. Tra gli sponsor della serata vi erano il concessionario Claas Fogliarino srl e Daziano Lubrificanti.
La vocazione dell’Unione Trebbiatori è sempre stata quella di garantire la qualità dei servizi offerti, con un’attenzione costante alle esigenze della società: “Se 80 anni fa la richiesta principale era di incrementare le rese per ettaro, nel tempo si è aggiunta un’attenzione crescente alla qualità dei raccolti e all’ambiente”, ha proseguito Gastinelli. Guardando al futuro, la prima associazione di agromeccanici del Piemonte punta, insieme a Uncai, sulla creazione dell’Albo dei Contoterzisti. L’assessore all’agricoltura del Piemonte, Paolo Bongioanni, si è detto pronto a realizzare un albo regionale entro due mesi.
Una piena disponibilità presa al balzo dal presidente di Uncai, Aproniano Tassinari: “Apriamo subito un canale diretto tra l’Unione Trebbiatori di Cuneo e la Regione. La legge nazionale sta facendo il suo percorso. C’è tanto lavoro da fare a Roma. Il Piemonte può già oggi seguire l’esempio di Lombardia ed Emilia-Romagna che, in breve tempo, hanno realizzato albi regionali e aperto linee di finanziamento dedicate agli iscritti per l’acquisto di macchinari importanti per ridurre l’impatto ambientale dell’agricoltura, ad esempio attraverso l’interramento di precisione dei reflui. Se è per guadagnare tempo, Uncai e l’Unione Trebbiatori sono con il Piemonte, e sempre per gli agromeccanici”.

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05/03/2025, 21:59
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Agromeccanici e sicurezza stradale in FVG
Mother Regulation e regole per la circolazione stradale: partecipazione numerosa di agricoltori e contoterzisti all’incontro organizzato da Uncai, Confagricoltura Friuli Venezia Giulia e Federunacoma al Consorzio Agrario del FVG
Basiliano (UD), 7 marzo 2025 - Un nutrito gruppo di agricoltori, contoterzisti della regione e organi della polizia hanno partecipato all’incontro “Mother Regulation: regole per la circolazione stradale”, organizzato da UNCAI, Confagricoltura FVG e Federunacoma presso il Consorzio Agrario del Friuli Venezia Giulia. Tra i relatori dell’evento figuravano Aproniano Tassinari (Presidente UNCAI), Philip Thurn Valsassina (Presidente Confagricoltura FVG), Lorenzo Iuliano e Domenico Papaleo (Ufficio Tecnico Federunacoma), Fabrizio Canesi (Coordinatore UNCAI) e rappresentanti delle Forze della Polizia Locale.
“L’incontro ha permesso di fare chiarezza su diverse tematiche relative alla circolazione stradale dei mezzi agricoli, alla luce delle normative europee e del Codice della strada. Come abbiamo constatato anche in altri incontri su queste tematiche, l’interesse è stato elevato. Le norme sui mezzi eccezionali, i limiti di carico, la lunghezza dei convogli, la segnaletica e i dispositivi di accoppiamento e di frenata hanno subito cambiamenti negli ultimi anni che non sempre sono stati recepiti adeguatamente. Nondimeno non guasta mai ricordare alcuni comportamenti da tenere quando si è al volante di un trattore o di una trebbia”, commenta il coordinatore di UNCAI, Fabrizio Canesi.
Il tema che ha guidato l giornata è stato la sicurezza, tassello essenziale nella transizione verso un’agricoltura più efficiente e sostenibile. “In questo processo, le imprese agromeccaniche stanno offrendo al settore primario un contributo sempre più evidente in termini di specializzazione della funzione agricola. Confermarlo nel quotidiano è un impegno che richiede costante aggiornamento sui mezzi agricoli che conducono e sulle norme che regolano la circolazione”, sottolinea il presidente di UNCAI Aproniano Tassinari.
Si è evidenziato come l’agromeccanica abbia raggiunto un livello elevato di completezza, grazie alle molteplici funzioni e alle opportunità offerte dalla sensoristica avanzata, dall’interconnessione dei mezzi e, sebbene solo in parte, dall’intelligenza artificiale. “Queste innovazioni non solo arricchiscono il settore, ma rappresentano un’opportunità per aumentare la professionalità degli operatori e garantire una maggiore sicurezza sulla strada”, conclude il presidente di UNCAI, Aproniano Tassinari.

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07/03/2025, 18:15
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Dieci anni di Contoterzisti Umbria
Autorità e protagonisti del comparto si riuniscono a Collazzone (PG) per riflettere su dieci anni di successi e su un modello di collaborazione tra terzisti e agricoltori che fa crescere il settore
Collazzone (PG), 8 marzo 2025 – L’associazione Contoterzisti Umbria ha celebrato la festa della donna e il suo decimo compleanno presso la Country House Il Piancardato di Collazzone (PG), famosa per aver ospitato i Mondiali di tiro a volo nel 2016. Il presidente dei contoterzisti umbri e consigliere Uncai, Sergio Bambagiotti, ha commemorato i dieci anni dell’organizzazione con una serie di fotografie, invitando alcuni dei protagonisti di questa avventura associativa. “Noi contoterzisti, quando ci giriamo, vediamo il futuro, non il passato. Così nacque Uncai e quasi contemporaneamente Contoterzisti Umbria”, ha detto Sergio Bambagiotti. “Per noi umbri è stata una scommessa fatta con Confagricoltura”. Ha poi ringraziato l’associazione di agricoltori, rappresentata dal direttore regionale Cristiano Casagrande e da Donato Rossi, delegato di Giunta nazionale, che ha sottolineato: “In Umbria il partenariato tra le due associazioni ha dato i frutti migliori, offrendo anche ad altri territori e regioni un modello di collaborazione tra agricoltori e contoterzisti, migliore garanzia di crescita per l’agricoltura e per la gestione dell'ambiente”.
La mattinata è proseguita con i volti e gli episodi che hanno unito l’Umbria agromeccanica dall’alto Tevere fino a Terni, passando per Perugia. I vice presidenti di Contoterzisti Umbria, Daniele Giovagnoli e Sabatino Tordenti, il direttore Andrea Stortini e tutti i collaboratori di questi dieci anni hanno partecipato con entusiasmo. Commosso è stato il ricordo di Sandro Stentella, uno dei fondatori dell'associazione, scomparso un anno fa. Tra gli intervenuti, l’ex assessore Roberto Morroni, gli sponsor della giornata, il concessionario di macchine agricole Maier, Vredestein Tyre (presente con il distributore Intergomma) e Agriges.
Per tutti i presenti, un ricordo di questi 10 anni: una mattonella in ceramica, eccellenza di Deruta, con il logo dei Contoterzisti e di Uncai, la barra di una trebbia, realizzata dagli ospiti del Centro Accoglienza San Giovanni, sotto la scritta “Dieci anni di servizi per voi”. Inoltre, una mimosa per tutte le donne presenti, tra cui la sindaca di Collazzone, Laura Antonelli, l’assessore all’agricoltura Simona Meloni e Valeria Moratello, presidentessa dell’associazione di contoterzisti ConfaVerona.
L’assessore Simona Meloni ha parlato dei contoterzisti come presidio importante del territorio, insieme ad agricoltori e allevatori, raccogliendo gli spunti offerti in precedenza dal professore dell’Università di Bologna e vice presidente dell’Accademia Nazionale di Agricoltura, Gilmo Vianello. Il professore universitario, dopo aver evidenziato lo scempio ambientale provocato dalla corsa all’elettrico e alle terre rare, e aver messo in guardia su come si stia raggiungendo il picco di temperature in un ciclo millenario che non vede l’uomo tra gli imputati, aveva infatti sottolineato come le sfide di oggi siano la gestione delle acque e il recupero di sostanza organica nel suolo, possibile solo con il ritorno, e non la criminalizzazione, della zootecnia dove è stata progressivamente abbandonata.
Simona Meloni ha quindi proseguito la sua riflessione sul contoterzismo, osservando come sia un settore che sopperisce al gap di un’agricoltura spesso sottodimensionata: “Il 30% delle aziende agricole si rivolge ai terzisti, un motore di sviluppo, efficienza ed efficacia”. Ha quindi fatto riferimento alla richiesta avanzata da Uncai di un albo degli agromeccanici, “Un ragionamento che potremo fare insieme per mappare una grande professionalità presente anche dell’Umbria”. Il tema è stato ripreso in videocollegamento dall’Onorevole Davide Bergamini, primo firmatario della proposta di legge per l’Albo nazionale: “L’albo serve a riconoscere il grande lavoro dei contoterzisti, i migliori interpreti delle tecnologie più innovative e se i giovani riscoprono la nostra agricoltura è grazie al livello di tecnologia raggiunto”.
La sindaca di Collazzone, Laura Antonelli, ha evidenziato come “le piccole aziende siano l’ossatura e il supporto per il mantenimento dell’equilibrio territoriale e ambientale, ma in solitudine non si possono affrontare le grandi sfide e i mercati”. Ha quindi lanciato la proposta di un tavolo di filiera per la media valle del Tevere, per unire le forze su un progetto comune. “E i contoterzisti sono volano di sviluppo sia per le attività agricole sia come presidio del territorio”.
Marco Caprai, figura di spicco nelle prime edizioni di Contoterzisti Umbria e già presidente di Confagricoltura Umbria e membro della Giunta nazionale, ha ribadito l’importanza dei terzisti nel settore vitivinicolo. Caprai, rinomato produttore di vino a livello nazionale e internazionale, ha sottolineato come molte piccole aziende vitivinicole farebbero fatica a sopravvivere senza il supporto dei contoterzisti: “Senza di loro, molti vigneti sono destinati all'abbandono”.
Il presidente di Uncai, Aproniano Tassinari, ha tratto le conclusioni dell’incontro: “Se non viene fatto nulla, e parlo di alluvioni, frane. Tutto si ripeterà da capo”, ha detto riferendosi a quanto illustrato dal professor Vianello circa l’alluvione in Romagna, ma anche a quanto accaduto tra frane e alluvioni in Umbria negli ultimi 900 anni, prima dell’era industriale. “Cosa deve accadere perché si faccia qualcosa? Uncai sta facendo la sua parte cercando di portare professionalità nel settore attraverso l’albo nazionale dei contoterzisti. È rivolto a chi vuole migliorare le cose. Formazione, corretto uso delle tecnologie, piena collaborazione con l’agricoltore e specializzazione sono le pietre miliari. Nell’industria ci si preoccupa che il tecnico che utilizza i macchinari industriali sia formato a dovere. Perché non dovrebbe esserlo chi usa una trebbia che costa diverse centinaia di migliaia di euro?”.

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Ancora pioggia! Agricoltura romagnola in difficoltà
Marginalità azzerata. Agromeccanici e agricoltori chiedono lo stato di calamità ed interventi urgenti
Ravenna 12 marzo 2025 - Situazione drammatica per l’agricoltura romagnola: le alluvioni e le piogge persistenti stanno mettendo a dura prova le colture autunno-vernine e primaverili. Le aziende agricole e agromeccaniche stanno affrontando sfide senza precedenti, con terreni saturi d’acqua e difficoltà operative.
I segni di una campagna sofferente sono evidenti già dall’auto. Per avere conferma basta mettere un piede in campo stando attenti a non sprofondare. Nei cereali autunno vernini il persistere delle piogge non ha consentito il regolare sviluppo della coltura, a partire dall’apparato radicale. Roberto Scozzoli, direttore di Apimai e di Uncai, sottolinea: “Il contesto fa sì che le associazioni di contoterzisti Apimai Ravenna, Apimaie Bologna, insieme all’Unione Nazionale Contoterzisti (UNCAI), chiedano a gran voce il riconoscimento già adesso di uno stato di crisi per agricoltori e agromeccanici”.
Su molte aree della pianura romagnola i frumenti sono asfittici, di color giallo, con gravi e diffuse falanze, vale a dire aree non produttive all’interno di un appezzamento a causa della morte delle piante, malattie, parassiti o condizioni del terreno sfavorevoli. “Ricordiamoci che l’alluvione, con o senza i prodotti di risulta limosi dei fiumi, ha arrecato danni alla struttura del terreno che se ne notano ancora gli effetti con uno scarsissimo drenaggio in profondità dell’acqua meteorica”, osserva Roberto Scozzoli.
I terreni sono al massimo del loro stato di saturazione tanto che i mezzi agricoli non riescono ad entrare in campo, proibendo le stagionali operazioni di concimazione e difesa facendo apparire le colture gialle e stentate.
La situazione nei terreni posti a sud della provincia di Ravenna è ancora più grave. Mauro Biondi, imprenditore agricolo , aggiunge: “Dove si è depositato il limo e, in alcune parti, il sale delle saline di Cervia i terreni ne hanno risentito maggiormente perché ormai si è persa totalmente la struttura, e da un punto di vista di ripresa produttiva serviranno dai tre ai cinque anni prima che si ripristini totalmente”.
Se lo stato dell’arte delle colture autunno vernine è drammatico, sono compromesse anche quelle primaverili, tant’è vero che molte di esse devono essere ancora seminate o trapiantate. Prime fra tutte le bietole portaseme, una delle eccellenze e vocazioni della Romagna e del Ravennate. Non solo. “Stiamo riscontrando gli stessi problemi anche nei terreni destinati alle colture orticole come pomodoro, cipolla e patate. I terreni dovevano essere già preparati, pronti per essere seminati o trapiantati. Ovvio che tutto questo ritardo nelle operazioni colturali fa presagire una minor produzione e un minor incasso sia per le aziende agromeccaniche sia per quelle agricole”, aggiunge Scozzoli.
Per provare a rimediare alcune aziende del ravennate stanno sperimentando la semina e la concimazione delle colture con i droni. Ma si tratta di un opzione e un servizio agromeccanico ancora di nicchia e non disponibile per tutti. Ad una attenta visone, in campo c’è un evidente e stentato accestimento delle piante con poche promesse di culmi secondari produttivi che fa presagire una scarsa produzione ai limiti della convenienza economica della raccolta.
“I dati in nostro possesso parlano chiaro”, prosegue Roberto Scozzoli. “Oggi stimiamo con buona approssimazione che l’annata in corso porterà pochi frutti e vedendo le previsioni dei prossimi giorni dobbiamo fare qualche conto, anche in termini economici. Tanto più che, fra qualche mese, verranno riattivati i mutui e i finanziamenti interrotti a causa dell’alluvione, così che agricoltori e agromeccanici si troveranno nella difficoltà di dover onorare tali debiti a fronte di ridotte entrate”.
L’associazione Apimai, che raggruppa Agromeccanici ed Agricoltori di Ravenna e Bologna, chiede quindi alle istituzioni di prevedere delle forme di intervento che ammortizzino la situazione e permettano la sopravvivenza delle aziende già vessate da enti catastrofici e annate agrarie poco redditizie.
“Alla devastante alluvione del 2023 è seguito un 2024 poco remunerativo in termini redditizi e con altre due alluvioni. Il 2025 è iniziato con pochissime aspettative produttive. Per questo lanciamo già un grido di allarme a tutela di tutti gli operatori che gravitano in agricoltura”, afferma Scozzoli che conclude: “La situazione nei campi romagnoli è grave. Chiediamo il riconoscimento di uno stato di crisi, affinché si possano attuare misure straordinarie di sostegno. Se non si interviene rapidamente, il futuro dell’agricoltura romagnola potrebbe essere compromesso, con gravi ripercussioni economiche e sociali per l’intera comunità. È il momento di agire e di supportare chi lavora ogni giorno per garantire la sicurezza alimentare e la sostenibilità del nostro territorio”.

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12/03/2025, 19:29
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Polizze catastrofali, servono tre mesi di rinvio
Uncai richiede una proroga. Tassinari: “Troppe incertezze sui criteri di applicazione”
Roma 20 marzo 2025 - L’Unione Nazionale Contoterzisti (Uncai), con il presidente Aproniano Tassinari, chiede una proroga di almeno 90 giorni, a decorrere dal 31 marzo, per l’obbligo da parte delle imprese di stipulare polizze contro le calamità e le catastrofi naturali.
“Troppi aspetti legati all’applicazione delle nuove norme restano poco chiari, e c’è un rischio concreto che, in questa fase iniziale di copertura limitata, le imprese debbano affrontare premi assicurativi esorbitanti. Questo potrebbe penalizzare in particolare le realtà più piccole, situate in regioni ad alto rischio di calamità naturali”, ha sottolineato Tassinari.
L’incertezza normativa colpisce anche il settore degli agromeccanici. “Sono molti gli imprenditori che si chiedono se il codice ATECO 01.61 li escluda o meno dall’obbligo assicurativo”, aggiunge Tassinari. Uncai, già lo scorso anno, ha proposto un’armonizzazione normativa che riconosca parità di trattamento tra agromeccanici e agricoltori, viste le attività similari che svolgono.
Un ulteriore elemento di forte preoccupazione per Uncai è il rischio che, in assenza della stipula della polizza, le imprese perdano l’accesso a benefici fiscali e contributivi. La normativa attuale non chiarisce se tali agevolazioni siano incluse o meno tra le conseguenze dell’obbligo, ma per Uncai queste dovrebbero essere assolutamente escluse. “Non è concepibile che dal 1° aprile possano essere messi in discussione incentivi e agevolazioni già in essere”, ha aggiunto Tassinari. “Se l’obbligo dovesse avere effetti retroattivi diventerebbe un ‘obbligo catastrofale’, per e l’impatto sul sistema produttivo, specialmente per le piccole e medie imprese che contano su garanzie per accedere al credito”.
La questione solleva dubbi anche su altri aspetti come il livello dei premi, i requisiti contrattuali e i potenziali impegni in termini di investimenti per la mitigazione dei rischi. “Non si tratta di evitare l’obbligo, se dovesse sussiste per gli agromeccanici, a differenza degli agricoltori, ma di garantirne un’applicazione trasparente ed equa per tutte le imprese interessate”, ha ribadito Tassinari.
Uncai propone che i ricavi fiscali derivanti dai premi assicurativi siano destinati a investimenti per la messa in sicurezza del territorio, evitando che i costi del rischio idrogeologico ricadano sulle imprese. “In particolare, gli agromeccanici sono un presidio per le aree interne e marginali. Senza il loro contributo, sono inevitabili le ripercussioni sulla tenuta idrogeologica del territorio”, ha aggiunto Tassinari. “L’obbligo rischierebbe di diventare un ulteriore peso sulle imprese senza offrire benefici concreti in termini di prevenzione delle calamità”.
Uncai sollecita così il Ministero competente ad avviare tavoli di lavoro per chiarire i punti critici della normativa, oltre a valutare misure fiscali che possano incentivare gli investimenti necessari per la messa in sicurezza delle imprese. Uncai ribadisce che una proroga dell’obbligo assicurativo è indispensabile e invita tutte le parti interessate a lavorare insieme per trovare soluzioni adeguate. “Auspichiamo che le istituzioni ascoltino le richieste del settore”, conclude Tassinari. “Le imprese non devono essere lasciate sole ad affrontare questi oneri”.

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21/03/2025, 15:34
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L’agricoltura a Roma incontra le Istituzioni
“Agricoltura È”: un evento unico per ricordare ai decisori politici che senza agricoltura non c’è né futuro né pace
Roma 24 marzo 2025 - In Italia, si sa, l’agricoltura e la politica non sempre sono andate a braccetto. Come non ricordare il celebre episodio raccontato dal presidente Uncai, Aproniano Tassinari, su quel funzionario ministeriale convinto che le cavabietole e le mietitrebbie fossero la stessa cosa? A volte, però, le distanze si accorciano: il villaggio tematico “Agricoltura È”, allestito in Piazza della Repubblica dal Ministero dell’agricoltura e da Federunacoma, si propone come un ponte del tutto nuovo.
“Finalmente, uno dei settori strategici per la Nazione si avvicina ai luoghi delle decisioni”, commenta Tassinari. E così, fino al 26 marzo, oltre 3.000 metri quadrati nel cuore della Capitale si trasformeranno in un palcoscenico dedicato all’agricoltura. Non è un caso che l’iniziativa coincida con l’anniversario dei Trattati di Roma, firmati il 25 marzo di 68 anni fa: un’occasione simbolica per ricordare quanto l’agricoltura abbia radici profonde nei principi fondanti dell’Europa.
Il villaggio è un vero inno al ruolo cruciale dell’agricoltura. Parliamo di molto più che cibo: ambiente, sicurezza alimentare, innovazione, promozione del Made in Italy e, perché no, pace. “I cittadini hanno già capito tutto: l’agricoltura italiana è tradizione, ma anche futuro. Quello che invece pare meno chiaro è il messaggio alle istituzioni. Speriamo che un evento così al centro di Roma possa svegliare anche i più distratti”, afferma Tassinari. “In tempi in cui l’Europa sembra passare dagli slogan ambientalisti a quelli bellicisti, riportiamo l’attenzione su ciò che conta davvero.”
La tre giorni romana vedrà alternarsi numerose figure di spicco, dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. E poi, il Commissario europeo all’Agricoltura e all’Alimentazione, Christophe Hansen. “vedremo se darà seguito alla sua recente dichiarazione che i fondi della PAC non dovrebbero andare ai grandi consorzi industriali che controllano l’intera catena del valore. Sarebbe interessante anche sapere cosa resta oggi, a Bruxelles, dei Trattati di Roma e della loro idea di una politica agricola comune come strumento di pace”, commenta il presidente di Uncai.
Infine, un invito accorato: “Riflettiamo sul ruolo cruciale dell’agricoltura. Quando il settore prospera, porta con sé maggiore sicurezza alimentare, sviluppo industriale e commerciale e meno conflitti. Dove ci sono risorse alimentari e ambientali gestite in maniera equa, ci sono moderazione e stabilità sociale. Senza una base agricola solida, difficilmente si potrebbero sostenere, sviluppare e mantenere tutti gli altri settori. In un momento in cui tutti parlano di transizione ecologica ed energetica, riportiamo l’agricoltura al centro del dibattito. Non solo innovazione e sostenibilità: pensiamo anche alla ricostruzione di un futuro di pace attraverso l’agricoltura. L’agricoltura è... pace, la pace va letteralmente coltivata”, conclude Tassinari.

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24/03/2025, 21:42
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