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Marco
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Latte, l’allarme di Confagricoltura Toscana: “Il prezzo di quello ovino cala ancora, mentre i costi per gli allevatori aumentano” Saba, presidente della sezione prodotto ovicaprino: “Il peso delle criticità della filiera ricadono tutte sulle aziende”
Firenze, 6 febbraio 2024. “La crisi del comparto ovicaprino si ripresenta con preoccupante regolarità e ancora una volta gli allevatori toscani si trovano ad affrontare una situazione insostenibile. Il prezzo del latte ovino è in calo, mentre i costi di produzione continuano a salire, mettendo in grave difficoltà le aziende del settore”.
A dirlo è Angela Saba, presidente della sezione prodotto ovicaprino di Confagricoltura Toscana.
"Lo scorso anno – spiega Saba - i valori erano stati sufficienti, seppur a fronte di costi di produzione elevati. Oggi assistiamo a un paradosso: i costi aumentano e il prezzo del latte scende. Questo non è sostenibile. E soprattutto, qual è la motivazione? Se, come affermano in molti, il prodotto scarseggia, perché la remunerazione per gli allevatori continua a diminuire? Ancora una volta, il peso delle criticità della filiera ricade interamente sugli allevatori, senza alcuna tutela per il loro lavoro e per la loro capacità di rimanere competitivi. Il settore ovicaprino rappresenta un pilastro dell’economia toscana e il rischio di un crollo della redditività potrebbe avere ripercussioni irreversibili”
Medesimo momento di criticità viene evidenziato anche dal settore della trasformazione. A rendere il quadro ancora più complesso, si aggiunge la ricomparsa della blue tongue e l’aumento della presenza dei predatori. "Non si tratta solo di presidio del territorio o di tutela della tradizione, che sono elementi comunque fondamentali, ma di un aspetto cruciale: senza redditività, le aziende chiudono e non riaprono", sottolinea Saba.
“Per invertire la tendenza – dice la presidente della sezione prodotto ovicaprino di Confagricoltura Toscana - è necessario iniziare ad attribuire il giusto valore alla filiera, garantendo adeguata remunerazione ai primi attori: gli allevatori. Servono azioni concrete per la promozione del prodotto e per la valorizzazione della sua trasformazione, accompagnate da una strategia di comunicazione mirata e strutturata”.
“E' di tutta evidenza la perdita del potere di acquisto delle famiglie che ha ridotto i consumi unitamente ad una diversa abitudine alimentare in favore, soprattutto per i più giovani, di altri alimenti“ aggiungono da Confagricoltura Toscana. "Sulla prima poco possiamo ma sulla seconda dovremmo intensificare un'attenta opera d'informazione e convincimento sulla bontà dei nostri prodotti. I nostri intendimenti e preoccupazioni sono ben conosciuti dalla Regione Toscana sempre attenta alle necessità del comparto”.
"Serve buon senso, sensibilità e attenzione per tutti gli attori della filiera – conclude Saba - affinché l’impegno e il rischio d’impresa vengano adeguatamente riconosciuti. Attenzione a tirare troppo la corda: siamo davvero prossimi a un punto di rottura irrimediabile".
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06/02/2025, 19:12 |
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VINO: RISCHIO DAZI, CALO CONSUMI, ETICHETTE ALLARMISTICHE E NUOVE TASSE. TEMPESTA PERFETTA, CONFAGRICOLTURA BOLOGNA CHIEDE PIÙ SOSTEGNO AI PRODUTTORI (Bologna, 14 febbraio) “Il settore vitivinicolo è vittima di una tempesta perfetta. Già alle prese con la minaccia di dazi da parte del nuovo governo USA di Donald Trump che potrebbero colpire un mercato strategico per il nostro export, deve fare i conti con il calo dei consumi e le forti incertezze sul futuro dettati dai gravi problemi produttivi. A tutto questo si aggiunge la decisione della Commissione UE di modificare in maniera per noi inaccettabile il piano del 2021 sul Beating Cancer (Beca) è inaccettabile, prevedendo etichette allarmistiche e un inasprimento della tassazione. A Bruxelles ancora si ostinano a considerare il vino come una mera bevanda alcolica, senza considerare che parliamo innanzitutto di un prodotto agricolo, con una storia millenaria, ricco di valori, tradizione, innovazione e sostenibilità. Un prodotto che può coniugarsi perfettamente con il consumo responsabile”. È questo il commento di Davide Venturi, presidente di Confagricoltura Bologna, a seguito della novità emersa dalla Commissione Europea di rivedere il Piano Beca introducendo nuove misure che riguardano l'accessibilità dei prodotti (ad esempio prezzi, tassazione e acquisti transfrontalieri), l'informazione ai consumatori e la regolamentazione della pubblicità degli alcolici includendo in questa lista anche il vino. Le proposte arrivano a distanza di tre anni da quando erano state bocciate dallo stesso Parlamento Europeo che aveva ritenuto il tutto penalizzante per l’intero comparto. “Come Confagricoltura non ci opponiamo ai nobili principi del Beca di tutela e prevenzione della salute dei cittadini, ma in questo caso riteniamo che il vino debba essere considerato in maniera diversa. Stiamo parlando di un prodotto, come ad esempio il Pignoletto dei Colli Bolognesi o l’Albana di Romagna, ricco di valori, storia e cultura, che deriva da pratiche agricole che arricchiscono i territori, nonché di un elemento fortemente legato al concetto di dieta mediterranea patrimonio dell’umanità” spiega Venturi. “In un momento particolarmente complesso per l’intero settore, auspichiamo un ripensamento da parte della Commissione UE e un maggior supporto verso il settore agricolo da parte delle Istituzioni Europee. Il recente annuncio del pacchetto di misure a favore del vino del commissario all’agricoltura Hansen riteniamo vada nella giusta direzione. Chiediamo quindi agli eurodeputati bolognesi in particolare di rappresentare le istanze di questo settore strategico per l’economia del territorio metropolitano bolognese”.
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14/02/2025, 18:07 |
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Aree protette, l’appello di Confagricoltura Toscana: “Troppi vincoli per le aziende, serve cambio di passo” Il 28 febbraio alle 14:30 la tavola rotonda "A carte scoperte - Aree protette: indispensabile la gestione ambientale" in diretta sul canale Youtube e la pagina Facebook dell’associazione
Firenze, 19 febbraio 2025. Un bilancio sulle aree protette dopo anni in cui si sono susseguiti norme e regolamenti sulla loro gestione. A proporlo è Confagricoltura Toscana, che per il 28 febbraio alle 14:30 ha organizzato una tavola rotonda che sarà trasmessa in diretta sul canale Youtube e sul profilo Facebook dell’associazione. A confrontarsi sul tema, dopo i saluti istituzionali del presidente di Confagricoltura Toscana Marco Neri, saranno Katuscia Begliomini, dottore forestale e progettista di Dream Italia, che parlerà della gestione forestale e delle criticità riscontrate sul campo; Francesco Ferretti, professore associato di Ecologia comportamentale e Gestione della fauna dell’Università di Siena, che farà un’analisi scientifica sull'impatto della gestione faunistica nelle aree protette; Enzo Floridi, hydraulic engineer e project manager di Hydea Spa, che illustrerà il ruolo della gestione idraulica nella tutela ambientale; e Gaio Cesare Pacini, professore associato e docente di Agroecologia all’Università di Firenze, che discuterà dell’importanza di integrare pratiche agricole sostenibili nella gestione del territorio.
“La gestione delle aree protette si è trasformata, nel giro di qualche lustro, da un’opportunità a una criticità. Leggi, norme, regolamenti emanati non hanno infatti portato ai risultati sperati, anzi si assiste a marcate insufficienze gestionali, dovute spesso a ritardi amministrativi e scelte inefficaci”, spiegano da Confagricoltura Toscana.
“Preservare non significa e non può significare rinunciare alla gestione, sia essa faunistica, idraulica o forestale. La tutela della biodiversità deve andare di pari passo con una gestione sostenibile e proattiva. Ma le aziende agricole che operano da sempre in questi territori - dicono da Confagricoltura Toscana - si trovano oggi a convivere con vincoli e prescrizioni che, in alcuni casi, mettono a rischio la loro libertà d’impresa. Lo stallo però non è previsto né in natura né dalla legge. La burocrazia e le limitazioni territoriali non fermano né la fauna né il corso delle acque”.
“Da sempre – concludono da Confagricoltura Toscana - le aree protette sono considerate strumenti fondamentali per migliorare e preservare la biodiversità, oltre che per generare valore aggiunto per le imprese. Ora è davvero necessario un cambio di passo. Auspichiamo che le aziende agricole siano finalmente riconosciute come alleate nella tutela dell’ambiente, anche attraverso percorsi normativi più inclusivi e premianti”.
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19/02/2025, 15:10 |
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Boschi, Confagricoltura Toscana: “Burocrazia e vincoli normativi frenano lo sviluppo del settore forestale” Scaltritti, presidente sezione regionale di Prodotto Coltivazioni Legnose: “In Toscana le superfici forestali private rappresentano oltre il 50% del territorio e sono in continua crescita, ma solo il 25%della produzione viene effettivamente utilizzato: un potenziale economico non sfruttato”
Firenze, 25 febbraio 2024. "La valorizzazione della filiera dell'attività forestale può rappresentare una grande opportunità di sviluppo e crescita per l'economia toscana. Ma per arrivare a questo risultato sono necessarie misure concrete di sostegno alle imprese e una revisione delle normative esistenti per ridurre la burocrazia e migliorare la competitività del comparto".
A dirlo è Marco Scaltritti, presidente sezione regionale di Prodotto Coltivazioni Legnose di Confagricoltura Toscana, interviene sulla necessità di rilanciare il settore forestale come parte integrante dell'economia agricola e territoriale.
“In Toscana – dice Scaltritti - le superfici forestali private rappresentano oltre 1.050.000 ettari, più del 50% del territorio regionale e sono in continua crescita. Tuttavia solo il 25% della ripresa legnosa viene effettivamente utilizzata, lasciando inespresso un potenziale economico considerevole”.
"Purtroppo, sul settore e sulle imprese gravano troppe criticità - continua Scaltritti - come gli alti costi di lavorazione e la scarsa remuneratività nella commercializzazione, nonostante la forte importazione di molti prodotti legnosi. Un ulteriore problema riguarda l'esclusione di fatto delle imprese forestali dalla possibilità di ottenere un riconoscimento economico per la loro partecipazione attiva alla produzione di biomasse. A questo si aggiungono i costi burocratici e i vincoli normativi, che incidono significativamente sulla sostenibilità economica del settore”.
"Ben sappiamo quanto siano preziosi i boschi e le piante - conclude Scaltritti - ma è fondamentale ricordare che il bosco è un'attività agricola e, in quanto tale, deve essere coltivato e gestito con attenzione. Solo attraverso una corretta gestione possiamo preservarlo e conservarlo al meglio, come facciamo da decenni”.
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25/02/2025, 15:25 |
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Aree protette, domani la tavola rotonda di Confagricoltura Toscana Alle 14:30 l'iniziativa "A carte scoperte - Aree protette: indispensabile la gestione ambientale" in diretta sul canale Youtube e la pagina Facebook. L’associazione : “Troppi vincoli per le aziende, serve cambio di passo”
Firenze, 27 febbraio 2025. "A carte scoperte - Aree protette: indispensabile la gestione ambientale" è la tavola rotonda organizzata da Confagricoltura Toscana, domani 28 febbraio alle 14:30. L'iniziativa sarà trasmessa in diretta sul canale Youtube e sul profilo Facebook dell’associazione. A confrontarsi sul tema, dopo i saluti istituzionali del presidente di Confagricoltura Toscana Marco Neri, saranno Katuscia Begliomini, dottore forestale e progettista di Dream Italia, che parlerà della gestione forestale e delle criticità riscontrate sul campo; Francesco Ferretti, professore associato di Ecologia comportamentale e Gestione della fauna dell’Università di Siena, che farà un’analisi scientifica sull'impatto della gestione faunistica nelle aree protette; Enzo Floridi, hydraulic engineer e project manager di Hydea Spa, che illustrerà il ruolo della gestione idraulica nella tutela ambientale; e Gaio Cesare Pacini, professore associato e docente di Agroecologia all’Università di Firenze, che discuterà dell’importanza di integrare pratiche agricole sostenibili nella gestione del territorio.
“La gestione delle aree protette si è trasformata, nel giro di qualche lustro, da un’opportunità a una criticità. Leggi, norme, regolamenti emanati non hanno infatti portato ai risultati sperati, anzi si assiste a marcate insufficienze gestionali, dovute spesso a ritardi amministrativi e scelte inefficaci”, spiegano da Confagricoltura Toscana.
“Preservare non significa e non può significare rinunciare alla gestione, sia essa faunistica, idraulica o forestale. La tutela della biodiversità deve andare di pari passo con una gestione sostenibile e proattiva. Ma le aziende agricole che operano da sempre in questi territori - dicono da Confagricoltura Toscana - si trovano oggi a convivere con vincoli e prescrizioni che, in alcuni casi, mettono a rischio la loro libertà d’impresa. Lo stallo però non è previsto né in natura né dalla legge. La burocrazia e le limitazioni territoriali non fermano né la fauna né il corso delle acque”.
“Da sempre – concludono da Confagricoltura Toscana - le aree protette sono considerate strumenti fondamentali per migliorare e preservare la biodiversità, oltre che per generare valore aggiunto per le imprese. Ora è davvero necessario un cambio di passo. Auspichiamo che le aziende agricole siano finalmente riconosciute come alleate nella tutela dell’ambiente, anche attraverso percorsi normativi più inclusivi e premianti”.
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27/02/2025, 14:07 |
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CONFAGRICOLTURA, CAMBIO ALLA GUIDA DELLA CONSULTA DI CESENA DANIELE MONTEMAGGI PRENDE IL TESTIMONE DA MATTEO BRUNELLI Passaggio di testimone al vertice di Confagricoltura Cesena tra Matteo Brunelli (presidente uscente) e Daniele Montemaggi (neo presidente). Il cambio della guardia si è formalizzato nei giorni scorsi, quando si è riunito il consiglio dell’associazione. Montemaggi sarà anche il nuovo vicepresidente di Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini: 62 anni, titolare di un’impresa agricola a vocazione orticola a San Mauro Pascoli, socio di Orogel e consigliere della cooperativa Arpor, è presidente del Consorzio di produttori Orto di Pascoli, che si prefigge di valorizzare e promuovere prodotti orticoli, in particolare la lattuga. “Sono stati due anni intensi e stimolanti, dove ho cercato di portare il mio contributo alla rappresentanza degli agricoltori, che hanno attraversato uno dei periodi più difficili della loro storia, tra gelate e alluvioni – puntualizza Brunelli, presidente dell’organizzazione dal gennaio del 2023 -. Le mie dimissioni, annunciate e concordate, sono dovute ai crescenti impegni in azienda che non mi lasciavano più il tempo e le energie necessarie per svolgere il ruolo in associazione con la necessaria intensità. Non faccio un passo indietro ma di lato, continuando a dare il mio contributo al settore primario e a Confagricoltura che, per me, è molto più di un’associazione di categoria. Sono sicuro che con Daniele Montemaggi porteremo avanti le nostre battaglie nell’interesse degli imprenditori agricoli e del territorio”. “Ringrazio i colleghi per la fiducia: quando ci si mette in gioco lo si fa nella convinzione di poter incidere e contribuire positivamente alle sorti della nostra agricoltura. Poter contare su una squadra di dirigenti e tecnici di valore è una garanzia – esordisce il neo presidente di Confagricoltura Cesena -. Le aziende agricole sono alle prese con molteplici sfide, che non sono solo quelle del mercato: nuove patologie, meno molecole a disposizione per la difesa delle colture, un panorama normativo spesso intricato, il nodo assicurativo, un nuovo aumento dei costi di produzione a partire da energia e fertilizzanti e poi gli effetti dei cambiamenti climatici… Sono solo alcuni esempi degli scogli che le nostre imprese devono quotidianamente superare: ma non sono sole – conclude Daniele Montemaggi -, Confagricoltura è al loro fianco”. “L’esperienza di Daniele Montemaggi sarà preziosa per la nostra organizzazione; ringraziamo Matteo Brunelli per il lavoro di questi anni, è stata e rimarrà una risorsa strategica per tutta Confagricoltura: una visione competente e una presenza sicura – commenta Carlo Carli, presidente di Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini – Il nostro impegno, da Bruxelles al territorio, è costante e proiettato a costruire il futuro dell’agricoltura”.
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27/02/2025, 19:21 |
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Marco
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Agricoltura, droni, tecniche di evoluzione assistita e altre soluzioni all’avanguardia: la tavola rotonda di Confagricoltura Toscana Il 13 marzo alle 10.30, in diretta streaming e su Italia 7, l’iniziativa "Toscana e agricoltura - Ricerca ed innovazione. Fra Tea e droni"
Firenze, 4 marzo 2025. Dall’utilizzo di droni alle tecniche di evoluzione assistita, le nuove tecnologie possono disegnare il futuro dell’agricoltura anche in Toscana. Per parlare delle sfide che attendono il settore, Confagricoltura regionale ha organizzato per il 13 marzo alle 10.30 la tavola rotonda "Toscana e agricoltura - Ricerca ed innovazione. Fra Tea e droni”. L'iniziativa, organizzata con il contributo della Fondazione CR Firenze, sarà trasmessa in diretta su Italia 7 (canale 19 del digitale terrestre) e in live streaming sui canali social di Confagricoltura Toscana.
All’incontro parteciperanno Marco Neri, presidente di Confagricoltura Toscana, Giovanni Contenti, direttore regionale Toscana Inail, Deborah Piovan, imprenditrice agricola e presidente della FNP Proteoleaginose di Confagricoltura, Marco Vieri, professore ordinario all’Università degli Studi di Firenze e membro dell’Accademia dei Georgofili, Giovanna Bianco, responsabile del settore Prevenzione, Salute e Sicurezza, Veterinaria della Regione Toscana, e Marco Silanos, direttore Regolazione e Ricerca Mobilità Innovativa di Enac.
"Non abbiamo bisogno di pannicelli caldi, ma di interventi strutturali, di programmazione e di una visione chiara e completa di quello che dovremmo produrre. Importiamo oltre il 45% della carne bovina ed oltre il 60% del grano duro. Sono solo alcuni esempi di cui parleremo durante la tavola rotonda del 13 marzo, ma ce ne sono molti altri”, spiegano da Confagricoltura Toscana. "Per affrontare con successo i cambiamenti climatici servono colture più performanti, capaci di adattarsi ai capricci meteorologici, meglio se altamente produttive e più resilienti alle malattie. Non servono giochi di prestigio: la soluzione potrebbe essere quella di applicare a piene mani le nuove tecniche Tea, vere e concrete risposte a queste note necessità”.
"Molte volte si pensa che la soluzione ai problemi possa arrivare da un mirato decreto legge, magari con finanziamenti a pioggia – dicono ancora da Confagricoltura Toscana -. Noi invece optiamo per una programmazione lineare, impreziosita da investimenti e determinazione. Insomma, servono visione, coraggio e capacità. Ricerca, sperimentazione e poi applicazione. In altre parole: innovare e rinnovare”.
"Un altro esempio sono i droni, i cui benefici sono significativi: minori costi, maggiore efficienza gestionale e una migliore salvaguardia della salute degli operatori. Ci sembrano opportunità da sfruttare subito, senza costi per il sistema Paese. Tecnologia e sperimentazione dovrebbero aver già dato abbondanti frutti. Forse il tema è intervenire sulla normativa”.
"Unico comune denominatore delle filiere rimane la competitività: quantità e qualità, prezzi di mercato e costi di produzione. I veri nemici? L’immensa burocrazia, la non equa distribuzione del valore aggiunto ed una maggiore aggregazione delle imprese”, concludono da Confagricoltura Toscana.
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05/03/2025, 9:14 |
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8 MARZO, CONFAGRICOLTURA DONNA: SIA GIORNATA DI RIFLESSIONE PER PROMUOVERE UN CAMBIAMENTO CULTURALE SULLA PARITA’ DI GENERE
Oddi Baglioni: “Valorizzare l’impegno delle donne imprenditrici, nel lavoro così come nella cura della famiglia”
“La Giornata Internazionale della Donna, più che una festa, è un’opportunità per riflettere sui traguardi raggiunti e sulle sfide ancora presenti, specialmente in settori come l’agricoltura, dove sono ancora numerose le difficoltà legate allo squilibrio di genere. E deve essere un’occasione in più per promuovere un cambiamento culturale in un mondo, quello agricolo, tradizionalmente a prevalenza maschile”. E’ questo il monito lanciato da Alessandra Oddi Baglioni, presidente di Confagricoltura Donna, che ricorda come il mondo femminile rappresenti una parte rilevante della forza lavoro, contribuendo con impegno e dedizione allo sviluppo e alla sostenibilità del settore.
In Italia il 31,5% delle aziende agricole è condotto da donne, contribuendo per il 17,5% alla produzione nazionale.
Le imprenditrici di Confagricoltura Donna si distinguono per il loro livello di istruzione: 2 su 3 sono laureate, mostrano una naturale inclinazione a investire nel digitale e nella sostenibilità ambientale.
Secondo un’analisi del Centro studi di Confagricoltura spiccano, tra i comparti coniugati al femminile, l’agriturismo e le fattorie didattiche (complessivamente il 60% delle imprese). E’ cresciuta, negli ultimi 12 anni, in percentuale, la presenza femminile negli allevamenti zootecnici, superando il 43%, mentre nelle imprese floricole copre quasi il 52%.
Nonostante i progressi compiuti, ancora oggi le donne incontrano ostacoli nel loro percorso sociale e professionale: difficoltà di accesso al credito, poca attenzione alla formazione e, in generale, stereotipi e pregiudizi che limitano le opportunità e la fiducia delle donne nel settore, influenzando negativamente la percezione delle loro capacità e competenze.
“E’ necessario affrontare le questioni ancora aperte superando queste criticità, non solo nel nostro settore - sottolinea Alessandra Oddi Baglioni –. Valorizzare l’impegno delle donne imprenditrici, sia nel lavoro che nella vita familiare, è essenziale perché le donne gestiscono anche la cura della famiglia, nella quale sono il punto di riferimento. Chiediamo dunque aiuti specifici, anche a livello europeo, ed una maggiore attenzione da parte del Governo”.
Confagricoltura Donna, dunque, rinnova l’appello alle istituzioni, alle aziende e ai cittadini a unirsi in questa riflessione e a lavorare insieme per incentivare politiche inclusive e di sostegno che possano colmare il divario di genere, creare un ambiente di lavoro più inclusivo e rispettoso per il mondo femminile.
In questi giorni l’Organizzazione sta promuovendo la campagna social #coltiviamoparità per sensibilizzare sull’importanza della parità di genere e sulla valorizzazione del ruolo delle donne nel lavoro in agricoltura.
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07/03/2025, 18:14 |
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TEA, Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini: “Le nuove tecniche genomiche sono essenziali per il futuro dell’agricoltura romagnola”
Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini esprime grande soddisfazione per l’avvio del negoziato sulla nuova legislazione europea sulle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA) o NGT. Un passo fondamentale verso un futuro più sicuro ed efficiente per l’agricoltura, perché può mettere a disposizione degli imprenditori agricoli romagnoli nuove soluzioni per affrontare le sfide dei cambiamenti climatici e delle minacce fitosanitarie.
“Ringrazio l’associazione nazionale che, sotta la guida del presidente Massimiliano Giansanti, ha portato avanti questa battaglia e ha ottenuto un risultato storico con la nuova normativa sulle TEA. Per l’agricoltura romagnola, sempre più provata da eventi climatici avversi, fitopatie sempre più invasive e si trova con sempre meno molecole a disposizione per la difesa delle colture, queste tecniche sono essenziali per continuare a garantire produzioni agricole di qualità e, al tempo stesso, ridurre la pressione sulle risorse naturali”, afferma Carlo Carli.
Il settore agricolo romagnolo, infatti, sta vivendo una situazione sempre più critica, con colture che subiscono i danni di eventi atmosferici estremi, come gelate tardive e siccità, la crescente difficoltà di gestire le patologie vegetali, e la pressione di insetti alieni che riducono le rese e la qualità dei raccolti. L’introduzione delle TEA rappresenta una risposta concreta per affrontare queste problematiche in modo sostenibile.
“Grazie a questa vittoria, gli agricoltori italiani ed europei potranno guardare al futuro con maggiore fiducia. Le TEA consentiranno di sviluppare varietà di piante più resistenti ai cambiamenti climatici e alle malattie, ottimizzando le risorse e riducendo l'impatto ambientale. La sperimentazione e l’uso di queste tecniche saranno cruciali per mantenere la competitività delle nostre imprese agricole, che sono sempre più chiamate a rispondere a sfide globali - aggiunge Carli - Confagricoltura è stata sempre in prima linea nel sostenere l’innovazione in agricoltura, anche quando questa scelta sembrava difficile o impopolare. Oggi, possiamo finalmente vedere i frutti di questa visione a lungo termine”.
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15/03/2025, 16:47 |
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Agricoltura, Cavicchioli (Confagricoltura Toscana): “Droni e tecniche di evoluzione assistita possono migliorare efficienza, sicurezza e competitività” Il direttore dell’associazione dopo l’iniziativa dedicata all’uso delle tecnologie: “Non c’è tempo da perdere, così possiamo valorizzare la nostra tradizione agricola e ridurre la dipendenza da produzioni estere”
Firenze, 17 marzo 2025. “Non c’è tempo da perdere. Le tecnologie innovative come i droni e le Tecniche di Evoluzione Assistita sono strumenti concreti che possono trasformare la nostra agricoltura, rendendola più efficiente, sicura e competitiva”.
A dirlo è il direttore di Confagricoltura Toscana, Gianluca Cavicchioli, dopo la tavola rotonda “Toscana e agricoltura – Ricerca ed innovazione. Fra TEA e droni”, che è andata in onda su Italia7 e sui canali social dell’associazione e a cui hanno partecipato il presidente di Confagricoltura Toscana Marco Neri, il direttore regionale dell’Inail Toscana Giovanni Contenti, l’imprenditrice agricola e presidente della FNP Proteoleaginose Deborah Piovan, il professore ordinario all’Università degli Studi di Firenze e membro dell’Accademia dei Georgofili Marco Vieri, la responsabile del settore Prevenzione, Salute e Sicurezza, Veterinaria della Regione Toscana Giovanna Bianco e il direttore Regolazione e Ricerca Mobilità Innovativa di Enac Marco Silanos.
“Investire in ricerca, sperimentazione e aggiornamento normativo è fondamentale per valorizzare la nostra tradizione agricola e ridurre la dipendenza da produzioni estere - dice Cavicchioli -. È giunto il momento di dare fiducia agli imprenditori e adottare una programmazione strutturata e lungimirante.”
“Utilizzare i droni per una gestione più efficiente dei fitofarmaci e applicare le tecniche di evoluzione assistita per rafforzare le colture - spiega il direttore di Confagicoltura Toscana - rappresenta una soluzione immediata, con costi contenuti e benefici tangibili per la sicurezza alimentare e la sostenibilità del settore”.
“Le opportunità offerte dall’innovazione non sono mere ipotesi: sono dati concreti che, se messi in pratica, potranno rivoluzionare il mercato agricolo toscano, migliorando qualità, competitività e autonomia produttiva”, conclude Cavicchioli.
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17/03/2025, 13:14 |
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