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Messaggio |
pupte
Iscritto il: 02/06/2008, 11:40 Messaggi: 59
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ciao elena...sempre io, per la varroa mi hanno consigliato un metodo senza aprire le arnie con la sublimazione dell'ac. ossalico... ci sono dati attendibili a proposito? mi sai dire di più? Grazie....
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10/10/2008, 21:32 |
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Flavio
Sez. Tartufi
Iscritto il: 16/01/2008, 1:19 Messaggi: 6071 Località: Sesto F.no (FI)
Formazione: Perito agrario e Dott. in Tut. e Gest. delle Ris. Faunistiche
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Mi intrometto velocemente... per la varroa in agricoltura biologica è consentito l'uso di acidi organici (quindi ac. ossalico, lattico, formico ed acetico) e sostanze come mentolo, timolo, eucaliptolo e canfora. Perchè non usare sempre sostanze a basso impatto ambientale come queste? Per le modalità d'uso, eventualmente, ti consiglierà Elena io ti so dire poco (gli acidi organici penso però si diano tutti sotto forma di vapori; l'ac. ossalico si attiva con acqua e zucchero). Ciao!
_________________ Saluti, Flavio.
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12/10/2008, 15:06 |
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pupte
Iscritto il: 02/06/2008, 11:40 Messaggi: 59
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uso durante l'anno il timonlo o l'eucaliptolo, mentre come trattamento di chiusura ac. ossalico vaporizzato sui telaini, ho visto questo nuovo sistema in cui ac viene posto su un bracino metallico riscaldato con una batteria da auto. L'ac viene subliminato, ma c'è bisogno di mascherina per l'operatore eche pone il braccino al di sotto della grata, senza quindi aprire l'arnia in giorni freddi o ventosi..... volevo sapere se c'erano dati sull'efficacia....del nuovo sistema grazie...
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13/10/2008, 6:55 |
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Elena
Iscritto il: 30/04/2008, 18:13 Messaggi: 101 Località: Firenze
Formazione: Perito Agrario e Dott.ssa in Agrozootecnia sostenibile
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Ciao pupte, questo prodotto puoi darlo sgocciolato mettendo 100g di Ac.Ossalico :1000g di zucchero :1lt acqua distillata o demineralizzata, con temperature di 7-8°C, cercando di lasciargli 5 ore di sole per consentire l'asciugatura, ne devi gocciolare 5 ml per telaino occupato dalle api. Oppure può essere spruzzato 30 g di Ac.Ossalico : 1litro Acqua distillata o demineralizzata, con temperatura superiori a 7-10°C spruzzando 3-4 ml di soluzione su ogni lato di telaio occupato dalle api, c'è maggior contatto ma a quella temperatura è poco conveniente per le api. Infine può essere sublimato si crea una nuvola di Ac. ossalico per contatto di 2 cavi con una batteria, l'arnia deve essere chiusa per evitare che esca l'aerosol che è dannoso per l'uomo. Il trattamento con ac.ossalico biidrato viene fatto di solito in inverno perché è molto più efficace in assenza di covata. Se troppo ripetuto ne risentiranno anche le api, soprattutto la regina che avrà una durata minore e sarai costretta a sostituirla. Ha un costo veramente basso (0,2€/alveare), è efficace al 90% in assenza di covata ed è rapido. E' ammesso in apicoltura biologica ma bisogna avere molte precauzioni nel darlo perchè è pericoloso per l'apicoltore.
_________________ A provocare un sorriso, è quasi sempre un altro sorriso! Elena
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16/10/2008, 20:50 |
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marcello
Iscritto il: 11/11/2008, 0:26 Messaggi: 600 Località: Chiavari(Genova)
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Ciao. Il problema dell'acido ossalico . ottimo antivarroa, credo sia propio nel suo basso prezzo e nella sua facilità d'uso. La teoria che se uno fà bene , due e più fanno meglio, vivendo nell'ambiente la vedo applicata molto spesso. L'acido ossalico non porta alla morte istantanea dell'ape, ma ne riduce la sua aspettativa di vita , più se ne dà meno campa. Gli spopolamenti di api in invernamento , l'abbandono di alveari (forse a causa dei continui bonbardamenti) credo siano causati in maggior parte propio da un eccesso di acido ossalico. sarebbe interesante discutere sul metodo Mussi..Adottando un sistema simile ne ò ottenuto innegabili vantaggi. Marcello
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15/11/2008, 23:09 |
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naftom
Iscritto il: 06/04/2012, 19:58 Messaggi: 34 Località: pistoia
Formazione: perito elettronico
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Salve,non voglio aprire un nuovo argomento e scrivo qua. Sto facendo ossalico sublimato e ho notato che in alcuni alveari la varroa cade nel cassetto di osservazione dopo 2/3gg dal trattamento e anche in seguito,solo ed esclusivamente in corrispondenza dell'ultimo telaio di scorte quello vicino alla parete dell'arnia(a destra guardando da dietro).Qualcuno sa dirmi perché?
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21/11/2014, 17:07 |
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ninno
Iscritto il: 17/04/2010, 20:01 Messaggi: 2236
Formazione: perito industriale
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E' possibile che la famiglia sia talmente piccola da occupare gli ultimi favi vicino alla parete più calda e lo puoi verificare solo aprendo l' arnia. Ninno
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21/11/2014, 18:45 |
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naftom
Iscritto il: 06/04/2012, 19:58 Messaggi: 34 Località: pistoia
Formazione: perito elettronico
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Ho invernato tutte le famiglie con minimo 3 favi ricoperti dalle api più 2 di scorte laterali.Verificherò la tua interessante osservazione sul campo.Grazie
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21/11/2014, 21:13 |
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Obombo
Sez. Api
Iscritto il: 07/04/2010, 20:30 Messaggi: 3918 Località: Cisterna di Latina
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Tre telaini sono (erano) pochini per il periodo, credo abbia ragione Ninno.
_________________ http://www.agraria.org/apicoltura.htm - Atlante di Apicoltura
Il Grande Fratello non ci osserva. Il Grande Fratello canta e balla. Tira fuori conigli dal cappello... (Chuck Palahniuk)
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22/11/2014, 0:24 |
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naftom
Iscritto il: 06/04/2012, 19:58 Messaggi: 34 Località: pistoia
Formazione: perito elettronico
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Confermo,oggi ho aperto le (3) arnie in questione,le api coprono abbondantemente tre telai centrali e parzialmente i 2 laterali di scorte.
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24/11/2014, 20:25 |
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